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Io della vita non ho capito un cazzo
DIARI
20 febbraio 2015
Soffrire, una sfida contro sè stessi
Tutto è questione di prospettiva. Ogni problema, ogni paesaggio, ogni idea cambiano radicalmente a seconda della prospettiva da cui li si osserva. È così che ci troviamo, ogni giorno, dinanzi a persone ferme nelle proprie convinzioni sbagliate o vicini ad individui sofferenti ed incapaci di andare avanti per problematiche che, magari, nemmeno comprendiamo del tutto. 
Spostata la prospettiva riusciamo ad inquadrare meglio i problemi e ad essere più sensibili verso gli altri. Così, lo stesso problema che ci attanagliava come una morsa mortale d'improvviso ci pare lontano, forse persino superabile. Accettando questo concetto diviene semplice comprendere che la sofferenza è anch'essa una scelta derivante dall'idea che abbiamo della sofferenza stessa. 
Possibile che l'uomo, dunque, scelga o persino necessiti di soffrire?
Secondo molti popoli e culture la sofferenza è intesa come percorso necessario all'espiazione, come una forma di purificazione necessaria all'essere umano per divenire maturo o saggio e persino, in casi più "estremi" come un dono, dato che mette l'essere umano nella condizione di vincere una sfida, innalzandosi dalla sua posizione terrena a qualcosa di più "etereo".
Mi vengono in mente, così, tantissimi autori, filosofi, inventori, scienziati, pittori, cantanti ed artisti di ogni calibro, famosi per il loro soffrire tramutato brillantemente in arte. 
Vitaliano Brancati (sceneggiatore e scrittore italiano) sostenne questa tesi quando scrisse: "ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa".
Possibile che la differenza stia solo nella scelta del singolo dinanzi alla sfida?
Voglio pensare di si. "Soffrire", infatti, significa letteralmente "portare su di sé", "sopportare". Nel momento in cui qualcosa ci opprime, dunque, sta a noi decidere cosa farne di noi stessi, se trasformarci in qualcosa in grado di sopportare il peso in questione, adattandoci al cambiamento come ogni organismo vivente in natura, o sopperire, schiacciati, sotto di esso.
Gli alchimisti attribuivano questo fenomeno al simbolo della fenice, in grado di risorgere dalle proprie ceneri, come una creatura nuova, fiera, immortale e persino più forte della precedente, ma sono innumerevoli le culture che hanno un simbolo associabile a questo fenomeno. 
Bisogna ricordare, quindi, che incanalando le nostre energie, per quanto negative, esplorando il mare delle nostre sofferenze, analizzando noi stessi da una prospettiva diversa possiamo divenire non solo padroni, più consapevoli, di noi stessi, ma trasformare qualcosa di negativo in un'esperienza piacevole e persino in qualcosa di utile o meraviglioso per il mondo intero. La materia grezza, dunque, può divenire, se da voi plasmata a dovere, oro per l'intera umanità. Tutto sta nella scelta che farete per voi stessi (e per tutti noi).
Voglio chiudere con una citazione, a me molto cara, tratta dall'ultimo libro di Harry Potter:
"Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza tra l'essere trascinato nell'arena ad affrontare una battaglia mortale e lo scendere nell'arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva -e lo so anch'io -penso Harry con uno slancio di feroce orgoglio- e lo sapevano anche i miei genitori- che c'era tutta la differenza del mondo". 

SOCIETA'
17 febbraio 2015
Umani: troppi o troppo stupidi?
Dagli inizi del 2014 si leggono notizie in merito al sovraffollamento del pianeta, ad opera umana, con conseguente scarsità delle risorse essenziali. I capi di governo europei si sono detti così preoccupati in merito da aver creato un fondo ed un gruppo di ricerca destinati a scoprire alternative alle attuali fonti di approvvigionamento comuni. In pratica i politici europei stanno spendendo milioni di euro nel tentativo di sviluppare una nuova dieta, bilanciata, per il nostro futuro... Pagando scienziati affinché si destreggino tra muffe, alghe e insetti al fine di renderli appedibili anche per noi consumatori occidentali. Immaginate la domenica del futuro, quando saremo tutti riuniti a tavola -con l'acquolina alla bocca- pronti a gustare un delizioso cosciotto di cavalletta! :D Si ride per non piangere, ovviamente, dato che questa idea, pur parvendo assurda, è stata appoggiata da diversi paesi europei. L'unica ragione per cui non stiamo già sgranocchiando cavallette e "bacarozzi" è da ricercare in una, ormai vecchia, norma europea che bolla come "non cibi" gli insetti di qualsiasi categoria. 
Non pensiate però di essere in salvo dato che i politici europei sono già a lavoro in cerca di una soluzione al problema. 
Entro il 2050 avremo problemi di risorse, su questo sono d'accordo tutti gli esperti del pianeta, ed una alimentazione "carnivora" molto presto non sarà più sostenibile, va bene... Ma stabilire che questa vada sostituita con una alimentazione a base di insetti, dandoci così tutti all'entomofagia, è una affermazione stupida come poche.
Siamo italiani. Abbiamo inventato, da parte dei greci, la dieta più bilanciata della storia. Diffondiamo ed adoperiamo quella.
La dieta mediterranea è ricchissima di nutrienti ed è ben strutturata. È praticamente una dieta vegetariana, quindi sostenibile per il pianeta. Perché, dunque, dovrei compensare una possibile carenza proteica mangiando insetti e farine di insetto invece di mangiare legumi e frutta secca tipici della nostra tradizione?
Le proteine, come sarebbe bene sapere -specie se si è a capo di una nazione-, sono contenute in tutti i legumi ed in moltissimi altri alimenti di origine vegetale -a partire dal frumento-dunque piuttosto che spendere milioni tentando di rendere commestibili dei poveri insetti e darci al loro allevamento intensivo forse sarebbe bene istruire le persone in merito all'alimentazione umana, partendo proprio da coloro che dovrebbero amministrarci.
Gli insetti sono prolifici, facili da allevare, hanno un rapido sviluppo ed il loro allevamento porterebbe solo al 14/22% delle emissioni di co2 contro l'80% dei macelli, è vero, ma la coltivazione di semi utili quale la soia, già prodotta su vasta scala per nutrire gli animali da macello, lenticchie, fagioli, ceci, semi di canapa, mandorle ecc... Sarebbe molto più sostenibile, oltre che logica e francamente meno disgustosa.
Ad oggi esistono 1900 specie di insetti commestibili (conosciute) che sono fonte d'approvvigionamento per oltre due miliardi di persone, al di fuori dell'Europa, abituate a nutrirsene con gusto, dato che sono parte integrante della tradizione culinaria di diversi popoli. Non voglio ergermi ad arbitro su nessuna cultura o popolo (giustamente), ma trovo assurda, quasi offensiva, l'idea di istituire una task force europea al fine di distruggere la nostra tradizione culinaria millenaria -già bilanciata e addirittura famosa per i suoi effetti benefici- e sostituirla con una molto meno salutare di derivazione estera.
Lasciamo dunque gli insetti a chi adora mangiarli e affrontiamo di petto ogni sostenitore del "novel food".
Al diavolo la task force -voluta da coloro che vogliono dare solo l'apparenza di miglioramento- pagata milioni di euro con i nostri soldi... 
In tempi di crisi come questi, con una catastrofe planetaria alle porte, questi illuminati pensano di spendere milioni nella creazione di un gruppo di "Avengers della cotoletta di lombrico" solo per poter dire d'aver fatto qualosa in merito al problema piuttosto che adottare la soluzione più semplice e risolverlo.
Concludendo credo sia giusto ritenere che l'unica cosa realmente non più sostenibile sia l'idiozia umana -con tutto ciò che ne consegue-. Gli umani, dunque, non sono troppi, ma troppo stupidi.
SOCIETA'
14 febbraio 2015
10 regole per sopravvivere ad un san Valentino "zombie"
Nello stile del film "Benvenuti a Zombieland" ho deciso di proporvi 10 regole per poter sopravvivere a quella che ritengo essere la festa più idiota d'occidente-rullo di tamburi- San Valentino.
Fatevelo dire da una persona che non ne ha mai voluto celebrare uno, in maniera tradizionale, per rimanere fedele ai propri principi: San Valentino è una truffa, una presa per culo! 
Non mi si fraintenda, posso anche comprendere che si voglia vederlo, nella sua melensa ipocrisia consumista, come una scusa per festeggiare con il proprio partner (anche se trovo sia triste necessitare di una scusa in questo caso), ma questo non obbliga coloro che vogliono per forza festeggiarlo a rompere le ballucce a tutti i non interessati con cuoricini e frasi stucchevoli. (Che purtroppo, però, non servono a tappare alcun buco del molestatore di turno)
Preamboli gentili a parte, voglio rivolgermi a coloro che, come me, non sono grandi fan di questa ricorrenza.
Per riuscire a mantenere il buon umore, oggi, ho qualche consiglio per voi. Specie se siete un po` malinconici e in questa data tendete a sentirvi depressi. 

1) cercate di cambiare prospettiva. Lo so, sembra banale, ma cambiando prospettiva d'osservazione si risolvono moltissimi problemi. San Valentino, con la sua ipocrisia vi irrita? Dedicate questa giornata a qualcosa d'autentico. A voi stessi, per esempio, o ai vostri cari. Rendete san Valentino la festa dell'amore -secondo voi- e non degli innamorati e tutto diverrà più piacevole;
2)se vi è concesso -come oggi è capitato a me- svegliatevi tardi! Crogiolatevi tra le coperte, goduriosamente, fino a mezzo dì e poi concedetevi una lauta e dolce colazione. Resto, infatti, dell'opinione che un buon sonno, un pasto ricco di zuccheri (la serotonina è vostra amica) ed il giusto apporto di vitamine siano fondamentali per poter riuscire a mantenere il buon umore;
3)evitate assolutamente la televisione (ottima norma per tutti i giorni)... Visto che oggi, quasi sicuramente, ogni film o programma vertirà sull'argomento "amore" o "cuori infranti" mettendovi di cattivo umore e, nel caso dei più depressi, facendovi sentire soli ed inadeguati.  (Non lo siete, rientrate solo in un differente target di mercato);
4) se amate i colori, come me, vestitevi di colori che vi rendano più allegri. (Io amo il verde, il rosso od il giallo ad esempio);
5) fate una buona passeggiata all'aperto. Ognuno vada dove meglio si trova. Non lasciatevi vincolare dalle convenzioni sociali... Non dovete necessariamente andare in qualche locale. Potete immergervi nella natura, optare per un piano bar, andare in biblioteca o andare da qualche parte dove avreste voluto andare da tempo;
6) appena avvertite fastidio o malinconia, non siate masochisti ed eliminatene la fonte. (Se si tratta di un rompiballe non letteralmente, mi raccomando. Anche se può sembrare, non stiamo parlando di veri zombie). Non crogiolatevi tra canzoni depressive e film strappalacrime o vi meriterete d'essere depressi;
7) concedetevi un piccolo regalo. No, non parlo di un regalo di san Valentino, quanto di una piccola concessione. Non è importante di che si tratti. Potete optare per del cibo raffinato, più delicato ed elegante del solito, di un buon libro o di un nuoco CD... Non è importante cosa sceglierete, l'importante è che vi sentiate coccolati;
8) non uscite con qualcuno solo per non rimanere da soli. Finireste solo con il concetrarvi su qualcosa che non vi interessa, tra l'altro finendo con il rimanerne insoddisfatti, quindi fatevi un piacere ed evitate a voi stessi questo imbarazzo. Valete di più di una cena di ripiego con il primo tizio (ovviamente mi rivolgo anche ai maschietti, dico "tizio" perché me lo impone la grammatica italiana) che vi capita a tiro e che probabilmente vi romperà le "scatolette" tutta la serata. Meglio se vi concentrate su voi stessi, ne valete certamente di più la pena;
9) svolgete attività che ritenete essere divertenti e rilassanti. Guardate programmi comici, leggete storie divertenti, dipingete guidati da della musica entusiasmante, costruite qualcosa che vi dia soddisfazione in futuro (non parlo necessariamente di una costruzione materiale), datevi a delle attività insolite, rompete la routine, fate sesso se vi aggrada (non è importante che siate soli od in compagnia, il sesso è un qualcosa di molto naturale e così andrebbe vissuto), andate al parco con il vostro amico a 4 zampe... O a tre, o a due se preferite, ma non rimanete a causa ad autocommiserarvi;
10) rispettate voi stessi. Se pensate che qualcosa sia un'idiozia ditelo pure apertamente. La repressione di un'idea o di un sentimento sfociano sempre in effetti negativi nell'essere umano. Non vi dico di essere necessariamente scortesi e/o rudi nel farlo. Nulla vi impone d'esserlo, anzi vi consiglierei d'optare sempre per l'essere diplomatici quando vi è concesso, solo non lasciate che la "buona educazione" ed una troppo rigida imposizione di valori, che magari non vi appartengono nemmeno, vi porti ad essere frustrati ed infelici. Nessuna norma di "bon ton" vale la vostra salute e la vostra calma, dunque se qualcuno vi dovesse infastidire con atteggiamenti molesti o altro fateglielo presente. Non marinate nel vostro disappunto e nella vostra frustrazione senza alcun motivo. Rispettate sempre prima voi stessi e poi le convenzioni sociali.

Penso sia tutto. Ora torno a dedicarmi al mio fedele quadrupede. (Sarà un cane? Sarà un gatto... Chi lo sa, lo lascio immaginare a voi).
Buona vesta dell'amore a tutti. ;) 
SOCIETA'
12 novembre 2014
LLLLL... L`ebola
Buongiorno a tutti,
so che questo tema è stato già battuto e ribattuto più di una prostituta nei giorni di Natale quindi sarò breve. Tranquilli non voglio spillarvi soldi od altro, non voglio farvi la morale o dirvi di lavarvi le manine come dei bravi bambini... Voglio solo chiedervi, con la mia consueta cortesia, di smetterla di chiamare questa malattia per nome proprio. Vi faccio un esempio "l`ebola si trova in Africa", non "Ebola è in Africa". Capite che intendo? 
Non avete idea di quanto abbia odiato e maledetto i giornalisti che hanno lanciato e supportato questa nuova "moda". Chiamate le cose con il loro nome, altrimenti qui si crea ulteriore confusione e vi assicuro che non ne abbiamo bisogno, in Italia siamo già pieni di rincoglioniti... Volete diffondere il panico, creare attenzione mediatica circa questa tematica per vendere di più? Benissimo, ma fatelo osservando un minimo di decoro, dopotutto siete ancora dei giornalisti... Non occorre distruggere necessariamente anche la grammatica italiana per riuscire nel vostro intento. 

P.s.
L`ebola va affrontata con ordine, cultura e criterio, non con l`isteria di massa ;) quindi invece di cadere in preda al panico informatevi e vedrete che la paura non vi farà più sue prede. (E questo vale per tutte le cose)


SOCIETA'
28 aprile 2014
Tempus fugit... oppure no? Tutto è questione di percezione.
Quando tutto sembra scorrere più velocemente, in realtà stiamo rallentando. 
Il mondo sembra esistere molto lontano da noi. 
Come sott'acqua tutto appare a rallentatore. Tutto si dilata, mostrando infiniti mondi fin ora a noi nascosti da migliaia di riflessi. 
Realtà di cristallo finalmente si mostrano nella loro essenza più pura. 
Tutto appare a portata di mano. 
La comprensione avvolge il nostro essere come una scala a chiocciola d'oro e d'argento, un serpente ad adornare un bastone d'alloro. Il turbine di idee riprende il suo moto ricominciando a vorticare. 
Il tempo riprende il suo corso, ma adesso tutto appare in ordine.
Trasformato da una nuova comprensione. 
DIARI
14 aprile 2014
La vita è facile (e non come una prostituta XD)
Buongiorno a tutti, mi scuso per la mia assenza, ma penso che scrivere, più che un processo meccanico, dovrebbe essere uno sfogo ed un impulso naturale. Per me è così e questo mi rende incostante nel mio scrivere, ma non prendiate mai questo mio atteggiamento come una mancanza di attenzioni o di passione verso l'argomento, sarebbe un errore grossolano.
Oggi vorrei parlare liberamente, in una sorta di riflessione personale, ma scrivere solo di me e delle mie idee, quando il nostro paese (e non solo) è in malora mi suona un tantino egoista.
La gente pensa che la vita sia complicata, contorta, ma io non penso che sia così.
La vita è semplice. Uno scontro continuo di particelle che entrano in contatto tra loro senza mai divenire una parte delle altre, in una variabile, quanto costante, sequenza di vibrazioni. 
Ciò che accade oggi, ad ognuno di noi, è il perfetto specchio di ciò che sta succedendo nel nostro mondo. Potremmo cambiare le cose se solo lo volessimo davvero, ma solitamente preferiamo darci per vinti ed attendere aiuto... aiuto che non arriverà mai dato che non pensiamo ad aiutarci nemmeno da soli. Così al momento ci ritroviamo ad affrontare, anzi a subire dato che stiamo facendo veramente poco di concreto in merito, una crisi mondiale, la fame e la morte di milioni di persone, una epidemia di ebola del tipo Zaire (la più letale) che rischia di sfociare in pandemia, svariate guerre, l'inquinamento e la deforestazione di territori vastissimi e tanto altro.
Solo io mi sento incredibilmente stupida quando ci penso? E' possibile che la nostra specie sia tanto distruttiva? Noi umani non siamo distruttivi. Siamo "creatori" dotati di empatia e compassione. 
Perché allora facciamo tutto questo? Io non lo capirò mai...
Adesso vi lascio, vado a cercare di cambiare un po' il mondo (in meglio) anche oggi. Spero che anche voi, nel vostro piccolo (o grande :P ) facciate lo stesso. Insieme dopotutto potremmo fare tutto.
Chi sa, magari il cambiamento cui aspiriamo tutti è già in atto, solo che non lo percepiamo ancora come effettivo. :) 
Auguro a tutti una giornata produttiva e stimolante,

_Sarea...
SOCIETA'
7 marzo 2014
Ordo ab Chao
Vi avviso, miei carissimi lettori (immaginari?), che questo post sarà un po' più personale. Si tratta, infatti, di una mia riflessione "mattutina", una sorta di promemoria personale, quindi se non siete interessati potete benissimo andare oltre e non interessarvi a ciò che scriverò. :) Siete più che "autorizzati", avete tutta la mia comprensione.
Scrivo, oggi, per ricordare a me stessa quanto questo mondo possa assorbirci e travolgerci, come un'immensa onda di informazioni, cose e persone che ci trascinano a fondo, troppo lontani da ciò che siamo o dovremmo lottare per poter essere.
Possibile che dedichiamo così poco tempo a noi stessi? Preferiamo davvero leggere piccole, quanto insignificanti, informazioni inerenti altre persone, che magari nemmeno fanno parte del nostro mondo, piuttosto che studiare il nostro personale microcosmo? La chiave per accedere al "tutto" universale. 
A volte sento di aver troppo poco tempo per poter studiare ed approfondire tutto quello che vorrei, ma poi, dentro di me, il caos sparisce lasciando spazio ad una chiarezza interiore più profonda, ripristinando la calma e ricordandomi che il tempo, dopotutto, è un concetto astratto e che nemmeno mi appartiene. Così respiro profondamente e scelgo una nuova tematica da assimilare e la cosa mi rende immensamente felice, anche perché ogni volta che rinasco dalle mie ceneri, quale nuova creatura più ricca di informazioni, mi preparo ad una nuova trasformazione ancora più grandiosa. Da ogni tomo, ogni concetto, ogni aforisma, ogni simbolo, dopotutto, nascono naturalmente nuove domande che mi portano inevitabilmente a nuovi concetti da assimilare. Sono un uroboro della conoscenza. :D
...Ma non voglio dilungarmi troppo, dato che la chiarezza è ciò che amo di più. 
So di essere stata forse un po' troppo ermetica, chiedo umilmente venia, ma dopotutto questo messaggio era principalmente destinato a me stessa. Credo mi sia concesso dunque d'essere un po' enigmatica o comunque meno chiara del solito. Io mi sono capita. XD Voi mi state seguendo?
Spero di si, ma nel caso in cui così non dovesse essere non preoccupatevene, sono io ad aver scritto quasi nulla pur avendo detto tutto ciò che volevo trasmettere a me stessa. 
Auguro una piacevole e tranquilla giornata a tutti, me stessa inclusa ovviamente e vi saluto con un caloroso abbraccio immaginario. Spero possiate trovare ciò che cercate e che questo vi porti a qualcosa di nuovo da trovare. :)
SOCIETA'
23 gennaio 2014
Deficienza italiana e menefreghismo estero... un mix ESPLOSIVO! :D
Fatemi capire bene. Un cargo danese (la "Arc Futura"), stipato di tonnellate di armi chimiche Siriane e scortato da navi da guerra russe e cinesi, è ancorato a Gioia Tauro (Calabria) in attesa che una nave americana (la "Cape Ray") vecchia di 40 anni e di fabbricazione Giapponese arrivi ed operi in due giorni il trasbordo delle armi chimiche da una nave all'altra, operazione che, vista la quantità dei materiali tossici da trasportare, normalmente richiede più di un anno. Non so cosa pensiate voi in merito, ma non era questa la mia idea di globalizzazione! :D 
Lo smantellamento delle armi di distruzione di massa sarà operato in mare aperto. Non si sa ancora se nel Mediterraneo o nell'Oceano Atantico.
Chi sa chi sarà il fortunato... fatto sta che nessuno vuole trovarsi nella condizione di dover gestire una situazione di emergenza, più che probabile soprattutto nella prima fase dell'operazione (ossia durante le operazioni trasbordo) visto che si cercherà di fare tutto nel minor tempo possibile, in un porto troppo piccolo per una nave poco manovrabile come la "Arc Futura" (lunga 183 metri e larga 25 con una stazza di 13.500 tonnellate e circa 1.500 container con componenti chimici), con il mare probabilmente in tempesta (dato che la "Cape Ray" arriverà al porto solo a Febbraio). Inutile aggiungere, a questo punto, che la "Cape Ray" non sia provvista nemmeno del doppio scafo che dovrebbe tutelarci da eventuali fughe tossiche. Dopotutto è una nave di 40 anni fa.
Cose da pazzi... o da deficienti, scusate, perché di deficienza si tratta. Possibile che la notizia stia passando così facilmente sotto silenzio? In una situazione simile spererei quanto meno che qualche cittadino preoccupato si ponesse delle domande. No, per gli italiani va tutto bene. Chi se ne frega se una nave piena di armi chimiche, di distruzione di massa, è ancorata in Calabria per una decina di giorni con il mare in tempesta in una zona priva di ospedali attrezzati... tanto mica viviamo tutti lì. A nessuno importa di "scocciature simili" dopotutto c'è il calcio in tv! Non sia mai ci si dovesse perdere qualche azione importante, mentre il sud Italia fa "BOOM". XD

SOCIETA'
18 gennaio 2014
L'uccello del signore ha colpito ancora
Ebbene si, gente. Avete letto bene... L'uccello del signore ha colpito ancora e questa volta la vittima non è stata una povera donna di Nazareth, bensì una suora di Rieti a sua detta completamente ignara d'essere incinta. L'immenso signore, spero non me ne voglia, ha ancora una volta ingravidato una donna a sua insaputa, senza che nemmeno se ne accorgesse e questo mi lascia riflettere su ciò che abbia o non abbia nella zona dell'equatore. XD Possibile che le donne non sappiano mai quando si sta accoppiando con loro?! Utilizza forse delle droghe per lo stupro? A che pro? E' una rockstar internazionale dopotutto. Una donna da ingravidare, volendo, la trova. In questo caso poi mi pare anche superfluo cercare, le suore sono tutte sposate con Dio dopotutto. Forse gli sarebbe bastato chiedere... Avrebbe risparmiato anche sulla musica soft e sui petali di rosa. :D
Che biricchino nostro signore. Un vero latin lover in incognito. Un cecchino dello sperma che non fallisce mai un colpo. (Anche perché la vittima è completamente ignara di tutto)
Inutile dire che sulla rete impazzano battute di tutti i tipi, ne sono un esempio io stessa in questo post dopotutto. C'è chi pensa che il piccolo Francesco, questo è il nome del piccolo, sia il nuovo messia e chi ritiene possa essere il frutto del male in terra... L'Anticristo. (Tah taaaan! Musica drammatica per aumentare la suspense).
L'unica cosa che colpisce me, personalmente, è che la gente possa ancora credere che una donna possa rimanere incinta, nel 2014, senza saperlo a causa di una colomba magica o simili. Dopotutto questa teoria è credibile quanto quella che il piccolo Francesco sia il primo esemplare nato dall'incrocio tra un pinguino femmina ed un comune essere umano. Possibile che a queste suore non possa essere impartita un minimo di educazione sessuale?!
So che non dovreste usarla, ma sapere come funziona non vi farebbe male insomma. :D 
Lo dico giusto per dire... Così potrete risparmiarci la solita "solfa" dell'ingravidazione mistica e la gente più credulona può evitare di cercare un bunker in cui nascondersi per timore della venuta dell'Anticristo e quindi dell'apocalisse!

SOCIETA'
16 gennaio 2014
Zingari, vedo zingari ovunque... Che paura! (Buongiorno cannocchietti!)
Buongiorno lettori e scrittori del "Cannocchiale". Spero che le vostre mattinate si siano svolte al meglio e che voi ne siate stati i protagonisti assoluti. 
Personalmente devo ammettere che mi sto svegliando ancora, ma non per questo posso dire d'aver "perso la mattinata". Diciamo, più che altro, che l'ho impiegata per riposare le mie "stanche membra" e per recuperare un po' di sonno perduto. Adesso però si torna a lavoro. u_u
Da quando mi sono messa al pc, verso le 12, ho avuto modo di acquisire diverse informazioni. Una delle quali riguardava una bufala, che pare stia girando molto in rete al punto d'essere considerata "virale", a proposito degli zingari in Italia. L'articolo che l'ha diffusa, con la rapidità della peste bubbonica, mi è stato segnalato da un'amica su "Facebook" che era sinceramente preoccupata per le sorti del nostro paese e parlava di una presunta nuova legge secondo la quale se gli zingari rubano al di sotto dei 200 euro il furto non è considerato tale e lo zingaro viene lasciato andare via. 
Immagino riusciate a vedere anche voi l'assurdità di tutta questa storia, dato che nessuna legge comunale o nazionale potrà mai andare in conflitto con le norme della la Costituzione Italiana o del buon senso comune. Una legge simile, dopotutto, tutelerebbe il furto, motivo per cui sarebbe inammissibile. Mi sono bastati due secondi per verificare la veridicità della fonte e dell'informazione stessa ed è emerso che l'articolo, nella sua totalità, era una "bufala" volta a fomentare una vera e propria "guerra tra poveri" che, tra l'altro, è già in atto nel paese.
Possibile che sia più facile far indignare centinaia di persone con false informazioni che far si che esse si informino a dovere? Cosa ci vuole ad informarsi, nell'era delle tecnologie, dopotutto?! 
Solo un po' di tempo e di interesse personale.
Come si fa a non provare curiosità e non aver voglia di approfondire?! 
Se questa notizia si è diffusa così largamente, creando anche consensi e scompiglio, vuol dire che ha raggiunto molte persone... Possibile che nessuna di queste si sia opportunamente informata in merito prima di iniziare a diffondere una menzogna ed indignarsi per la stessa?

Mi sembra tutto così assurdo che ho bisogno di un'altra tazza di caffè. Vi lascio dunque con un appello: vi prego, informatevi un po' di più... Non dico sempre, ma almeno quando una questione pare vi stia tanto a cuore da creare in voi agitazione od indignazione. 

A presto,

_Sarea...
DIARI
29 novembre 2011
Forse cammino al contrario
Forse sono io che cammino al contrario. Passeggiando con i piedi rivolti verso il cielo e non ancorati alla nuda terra. Come a prendere le distanze da tutto questo cemento. I volti per strada mi appaiono grotteschi come maschere inquietanti di un qualche film carnevalesco. Il mondo è un tunnel degli specchi particolarmente spaventoso.
Eppure son'io quella strana in tanta deformità, perché mi ostino a cambiare il mondo... A raddrizzarlo a suon di calci ed urla silenziose. La gente, sospesa per i piedi, mi guarda con occhi sgranati e increduli, i capelli ritti, il volto arrossato dallo sforzo, mentre cerco di tagliare la corda che le impedisce di rimettersi ritta sui suoi piedi e camminare. Armata di temperino contro migliaia di corde, di quali speranze posso godere oggi? Solo quella d'essere seguita da coloro che avrò liberato...
E' un mondo di folli il nostro, forse io porto solo una maschera più simile al mio volto. 
Ho cercato di togliermela, ma mi è venuto difficile, così le ho appiccato il fuoco. Ora è cenere sulle mie scarpe nere e il vento accarezza la mia pelle, ma il mondo non è pronto per tanto colore. Molti, infatti, guardandomi ora mi domandano dove abbia comprato una maschera così realistica.
Forse sto sognando, ma credo e temo sia ancora tutto reale. Nonostante la moltitudine di segni rossi sulle mie bianche braccia, infatti, l'articolo del "Corriere" che ho davanti non è sparito. 
"Un nuovo virus è stato creato, rafforzato e reso ancora più letale dagli scienziati. Ora è in grado di uccidere metà della popolazione mondiale". Possibile che siano tutti così stupidi? Inebriati dalla musica troppo alta, dai fiumi d'alcol promesso a questa festa, dal sapore della tacita ricompensa nascosta tra le bevande se si tace come si conviene, non si rendono conto di star assassinando se stessi con violenza e brutalità inaudita. Il coraggio derivato dalle loro maschere è potente, li acceca. Occorre tagliare tutte le corde il prima possibile... Ne faccio un'ossessione, una malattia, uno scopo, una fioca luce di compagnia mentre cammino da sola facendo cadere, nel mio silenzio, sempre più maschere.

_Sarea...

SOCIETA'
25 luglio 2011
Lettera aperta ai napoletani
  • Salve, volevo porre alla vostra attenzione una nuova iniziativa volta alla rinascita culturale ed economica della nostra amata Partenope. Il progetto si pone come innovativo e ambizioso, ma realizzabile. Si prevede che col tempo questo acquisisca anche valore ecologico, stabilendo dei criteri per le aziende coinvolte, e di supporto onlus. Credo sia nell'interesse di tutti dare almeno un'occhiata, dato che lo scopo dello stesso è quello di riabilitare il buon nome dei napoletani e di diffondere la loro reale storia. Altro punto d'interesse per noi cittadini, sta nel fatto che i commercianti e gli artigiani onesti, classe debole ed abbandonata a sé stessa dallo stato da troppo tempo, saranno aiutati con svariati servizi e finanziamenti a tutela del loro lavoro, così prezioso alla nostra città (economicamente quanto culturalmente). Essi saranno infatti inseriti in una apposita banca dati e vetrina d'eccellenza, tutelati da contratti, agevolati nelle interazioni e identificati da un marchio d'eccellenza.
    Riprendiamoci ciò che ci appartiene per diritto di nascita... allego il link della piattaforma online per chiunque volesse aderire, partecipare, fornire suggerimenti o semplicemente dare un'occhiata all'iniziativa. Risponderò personalmente a chiunque volesse scriverci o avesse domande in merito. Confido che i napoletani riusciranno, armati del loro storico orgoglio, a far risplendere la loro città uniti. Nella speranza di non aver arrecato disturbo alcuno, approfitto della seguente per augurare a tutti una piacevole e tranquilla giornata.

    Federica Iengo, Direttrice redazionale della piattaforma.

    Allego i link della piattaforma e della pagina su facebook:


24 maggio 2011
Dal web alle piazze: arriva l'Italian Revolution

Dopo il Medio Oriente e la Spagna, la protesta via web arriva in Italia : è «#Italian revolution» e stasera promette di portare migliaia di giovani precari nelle maggiori piazze del Paese. Ogni minuto che passa ci sono nuovi commenti sui social network e in poche ore le adesioni si stanno moltiplicando.


Impensabile: per la prima volta una protesta in cui si chiedono diritti e democrazia, parte dal “Terzo Mondo” e si estende al primo. La bandiera della Primavera araba è passata a Madrid, dove migliaia di giovaniIndignados stanno chiedendo in Piazza Puerta del Sol "Democrazia reale adesso!". Vogliono una politica davvero partecipata, una lotta senza quartiere alla disoccupazione giovanile, che in Spagna è al 40%, una riforma del welfare, un’Unione Europea che si occupi di cittadini, non di finanza e banche.

 

Da Madrid il testimone della protesta sta arrivando in Italia. Come nel resto del mondo, il mezzo per incontrarsi e coordinarsi è Internet: il tam tam è partito e il dissenso ha già un nome: "Italia Revolution - Democrazia reale ora". Il movimento sta camminando sulle gambe dei social network più diffusi,  Twitter e Facebook.

 

L'onda spagnola contagia l'Italia
"Chiediamo che anche in Italia nasca una concentrazione spontanea nelle piazze principali del nostro Paese, volte a reclamare un cambio politico e sociale in tempi brevi. Tramite i social network e il passaparola possiamo farcela. Diffondete queste notizie e create pagine in ogni città italiana, inviate Sms e scendiamo tutti in piazza, ORA", recita l'appello dei giovani indignados italiani.
Presidi di solidarietà alla rivolta dei giovani spagnoli, ma non solo: "I problemi dei giovani spagnoli - si legge nella pagina Facebook del movimento italiano, che conta già oltre 6000 membri - non sono tanto differenti da quelli che ci attanagliano ormai da troppo tempo. Questo è un movimento che nasce dal basso, quindi durante le prossime manifestazioni conosciamoci, incontriamoci, pianifichiamo una strategia comune e vediamo se anche noi siamo interessati a seguire l'esempio spagnolo, ricordandoci che si tratta di un movimento apartitico e soprattutto pacifico".

 

Ribellione senza bandiere e senza religioni
Dal comitato promotore della spanish revolution, "Democracia Real Yà", è arrivato l'invito a tutti i giovani d'Europa a unirsi alla protesta contro crisi e precariato, nella speranza che la forza di internet unisca i giovani così come è riuscita a fare nel mondo arabo. Hanno raccolto l'invito i precari italiani, la cui preoccupazione maggiore, a giudicare dai post su fb, è che le loro iniziative non vengano strumentalizzate da gruppi politicizzati perchè "questa deve rimanere la ribellione dei semplici cittadini; senza colore, senza bandiere e senza religione". I salentini Sud Sound System hanno già sposato la causa e su Twitter promettono che ai loro live esporranno la scritta «Italian revolution».

 

Gli appuntamenti
Gli incontri sono già stati stabiliti: un coordinamento avrà luogo oggi presso la stazione Termini di Roma. E per domani (intorno alle 20) appuntamento: a Bologna, in Piazza Nettuno; a Torino, in Piazza Castello; a Milano, in Piazza Duomo; a Firenze, in Piazza Santa Croce; a Roma, in Piazza di Spagna; a Padova, al Prato della Valle; a Pisa, in Piazza Garibaldi; a Palermo, al Teatro Massimo.

 

Ora anche altri paesi, come la Francia e la Germania, sembrano mostrare i primi segnali di mobilitazione. Il movimento si allargherà diventando un fenomeno europeo?

POLITICA
1 maggio 2011
Commando armato all'Università Orientale: Napoli piomba nel terrore

Scritto da Giuseppe Manzo


mano_bucataSette uomini armati e incappucciati sono piombati in Largo San Giovanni Maggiore a bordo di tre moto intorno all’una e trenta di notte. A palazzo Giusso, sede dell’Orientale, era in corso un concerto di gruppi musicali emergenti ed erano presenti oltre mille persone: erano il loro obiettivo per seminare terrore. Alcuni ragazzi, però, li hanno fermati all’ingresso pagando con una brutale aggressione il loro gesto. Uno di loro ha riportato ferite alla testa e un trauma cranico. Questo è stato l’epilogo di una giornata nera cominciata con l’accoltellamento ai danni di tre studenti di alcuni neofascisti di Casa Pound, tra cui il candidato per Lettieri alla terza Municipalità Enrico Tarantino, e proseguita con la contestazione allo stesso candidato Pdl per poi finire con gli scontri in piazza Dante.

Il terrore all’Orientale. Il blitz del commando scatta all’una e trenta. I testimoni, tra cui molti studenti, giovani e anche giornalisti, assicurano che solo per caso non è avvenuta una tragedia. «Li ho visti arrivare mascherati e armati di bastoni e coltelli – ha dichiarato un trentenne presente al concerto – e ho temuto il peggio quando hanno gridato: “vi uccidiamo”. Hanno aggredito un ragazzo che è crollato a terra per i colpi subiti: è stato un vero e proprio attacco per creare terrore». Un’altra ragazza dei collettivi studenteschi, ancora scossa per l’accaduto, ribadisce la stessa dinamica e prova a dare una spiegazione: «Stranamente non hanno badato alle nostre scritte antifasciste ma avevano l’unico obiettivo di intimidire o colpire chi si opponeva: crediamo che la matrice sia la stessa che ha armato la mano degli stessi fascisti, ma ha avuto modalità a dir poco camorristiche».

La ricostruzione del venerdì nero. I collettivi della Federico II non ci stanno alla riproduzione mediatica della giornata di ieri. Durante una conferenza stampa, tenuta questa mattina nella facoltà di Lettere, hanno mostrato le foto degli accoltellati e respinto il termine “aggressione” usata per gli insulti rivolti a Lettieri in piazza San Gaetano. «Come si fa definire rissa – ha sottolineato Alfonso De Vito, Rete antifascista – un’aggressione di chi aveva i coltelli e chi no, cioè gli studenti. Lo stesso Tarantino che dice di essere stato aggredito è già indagato per le violenze contro uno studente medio avvenuta un anno fa: a casa sua gli inquirenti hanno trovato armi bianche tra cui un pugnale. Le immagini video hanno anche dimostrato che a Lettieri sono stati rivolti solo insulti visto che ha candidato queste persone in lista: gente che gira con i coltelli in tasca e inneggia a Hitler».

Alta tensione. Questa mattina, a far salire la tensione, è stato un petardoscoppiato davanti al comitato elettorale del Pdl di piazza Bovio. L’esplosione ha provocato solo spavento per il boato e nessun danno. Napoli si è svegliata in un clima di odio e di violenza a due settimane dal voto amministrativo. Qualcuno soffia sul fuoco, alimentando e coprendo personaggi che vanno in giro mascherati con coltelli e bastoni. A chi serve tutto questo? Chi ha interesse ad alimentare le tensioni? Perché alcuni neofascisti già inquisiti sono stati candidati nelle liste in sostegno a Lettieri? La risposta a queste domande è il punto di partenza per fermare la spirale della violenza.

 


SOCIETA'
17 marzo 2011
PROGETTO H.A.A.R.P.

HAARP è l’abbreviazione di High Frequency Active Auroral Research Program, un’installazione civile e militare in Alaska (Stati Uniti) per la ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera e della ionosfera. Un altro scopo è la ricerca sulle comunicazioni radio per uso militare.

Si trova vicino a Gakona, in Alaska (lat. 62.39° N, long. 145.15° W), a ovest del Parco Nazionale Wrangell-Santo Elias.

Impianti simili esistono in:

L’impianto HAARP è costituito da un trasmettitore capace di trasmettere onde elettromagnetiche sulle onde corte da 2,8 a 10 MHz con una potenza di 960 KW. La potenza irradiata (ERP) è di 84 dBW (corrispondendo a 500 MW), questo vale però solo per la frequenza di 10 MHz. Due frequenze spesso usate sono 3,39 e 6,99 MHz.

L’impianto HAARP è stato costruito in tre fasi distinte:

  • Il prototipo DP aveva 18 antenne, organizzate in tre colonne da sei file, con una potenza trasmittente di 360 kw.
  • L’impianto FDP successivo ha attualmente 48 antenne, ordinate in sei colonne da otto file.
  • L’impianto finale sarà il FIRI che nel 2007 sarà composto da 180 antenne, disposte in 15 colonne da 12 file, con una potenza trasmittente di 3.600 kw.

Ciascuna antenna corrisponde a un dipolo a croce che può essere polarizzato in modo lineare o circolare per la trasmissione e la ricezione.

La struttura è stata costruita modificando una precedente installazione radar esistente in zona.

Alcune teorie del complotto, prive di riscontri oggettivi e smentite da tutte le comunità scientifiche, vedono in HAARP un progetto volto a perseguire scopi occulti, che vanno dalla realizzazione di un’arma elettromagnetica per creare terremoti al controllo climatico. Tali speculazioni sono per lo più legate alla teoria del complotto sulle scie chimiche aventi tutte un denominatore comune nelle più volte smascherate bufale cospirazionistiche dei seguaci di David Icke.

È comunque da rilevare che il 5 febbraio 1998 la sottocommissione “Sicurezza e disarmo” del Parlamento europeo tenne un’audizione in cui si parlò anche di HAARP. Benché invitati, i rappresentanti della NATO e degli USA preferirono non partecipare”[1]

In una successiva risoluzione del 28 Gennaio 1999 sull’ambiente, sulla sicurezza e la politica estera (A4-0005/1999)[2], il Parlamento Europeo segnalava che “malgrado le convenzioni esistenti, la ricerca militare si applica attualmente alla manipolazione dell’ambiente come arma, come è il caso ad esempio del sistema HAARP con base in Alaska”.

Nella stessa risoluzione tra i possibili danni ipotizzati del sistema HAARP il Parlamento Europeo sottolinea che l’inquinamento elettromagnetico prodotto dagli esperimenti effettuati “potrebbe anche provocare mutamenti delle costanti meteorologiche e influenzare l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica.” “Un’ ulteriore seria conseguenza del sistema HAARP sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Si spera che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.”

Il Parlamento Europeo quindi “reputa che il sistema HAARP sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull’ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento; lamenta il fatto che l’Amministrazione degli Stati Uniti abbia ripetutamente rifiutato di inviare un rappresentante per offrire prove nel corso dell’audizioni pubblica o in occasione di una riunione successiva della sua commissione competente in merito ai rischi per l’ambiente e per la salute collegati al programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (HAARP) attualmente finanziato in Alaska.”

Uno dei primi documenti militari che afferma l’essitenza di questo tipo di armi:

 « ”La Modifica del tempo diventerà parte della sicurezza nazionale e internazionale e potrebbe essere eseguita unilateralmente… Essa potrebbe avere applicazioni offensive e difensive ed essere utilizzata anche per scopi di dissuasione. La capacità di generare pioggia, nebbia e tempeste sulla terra o di modificare il tempo nello spazio, migliorare le comunicazioni attraverso modifiche della ionosfera (l’uso di specchi nella ionosfera), e la produzione di Meteo artificiale fanno tutti parte di un insieme integrato di tecnologie che possono fornire una sostanziale crescita negli Stati Uniti, o degrado della capacità di un avversario, per raggiungere consapevolezza globale, capacità, e potere

Come è successo per il terremoto di Haiti, poche ore dopo il terribile sisma che ha colpito il Cile, sono cominciate a balzar fuori le prime ‘evidenze’, o per lo meno ‘anomalie’, che portano a pensare che si sia effettivamente trattato di un attacco Haarp, ovvero di un terremoto prodotto artificialmente, attraverso nuove e ancora poco note tecnologie militari, usate come ‘armi’.
Un caso singolare in cui mi sono imbattuto casualmente è quello di Juan Andres Salfate, un critico cinematografico e presentatore televisivo cileno, che durante una puntata del programma “Asi somos” (dell’emittente cilena La Red) dedicata alle teorie cospirative, ha mostrato foto ed illustrato alcuni dati che lasciano sospettare che il terremoto di Haiti sia stato prodotto artificialmente.
Questo è avvenuto a metà gennaio.
Due giorni fa invece, lo stesso personaggio, durante la medesima trasmissione, si è trovato nella triste posizione di dover parlare delle strane ‘anomalie’ riscontrate durante il terremoto avvenuto poche ore prima, questa volta nel suo Paese.
Juan Andres Salfate ha mostrato numerose foto che continuano ad arrivare alla redazione del suo programma, scattate nei cieli cileni nelle ore precedenti al sisma dalla popolazione locale.

Queste foto, molto simili ad altre viste dopo il terremoto in Cina nel 2008 e dopo quello ad Haiti, mostrano tutte strane formazioni di nubi, che poi si disgregano, o si allungano e stirano secondo strane linee d’energia, oltre ad iridescenze e bagliori, che lasciano intravedere la componente veriticale di potenti impulsi elettromagnetici provenienti dall’atmosfera stessa, ma effettivamente prodotti sulla superficie terrestre e lasciati soltanto riflettere sulla ionosfera.

Cosa può aver provocato una tale violenta ionizzazione delle nubi?
Si è inclini a pensare che le catastrofi ambientali siano prodotte da sole forze naturali, imprevedibili e sotto molti aspetti sconosciute, ma al giorno d’oggi è realtà il fatto che gli uomini, o meglio un piccolo gruzzolo di essi, possano modificare e controllare l’ambiente, attraverso tecnologie, decisamente mal utilizzate e terribilmente potenti.

Un improvviso sconvolgimento climatico portera’ ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, …portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia“. (Da un rapporto “segreto” del Pentagono).


C’E’ QUALCUNO CHE GIOCA CON I NUMERI?

Forse le date – 26 Dicembre 2002 (Ciclone Zoe in Polinesia), 26 Dicembre 2003 (terremoto in Iran), 26 Dicembre 2004, onda tsunami nelll’Oceano Indiano – sono solo una coincidenza.  Forse non è vero – al di là delle date -  che lo tsunami del Dicembre 2004, come suggeriscono alcuni siti di “cospirazionismo”,  è stato provocato da un esperimento tecnologico segreto (altri dicono addirittura “voluto”), ma questo non basta certo a scartare del tutto l’idea che con il controllo dell’atmosfera gli uomini non abbiano mai pensato di giocare. Anzi. Gli stessi sospetti dei “paranoici” riguardo al recente tsunami probabilmente non sarebbero mai potuti nascere, se le premesse, almeno generiche, per una tale follia non fossero esistite in primo luogo (la fantasia ha sempre bisogno di un appiglio reale, per poter dare i suoi frutti migliori).


IL PROGETTO H.A.A.R.P.

Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell’uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.

Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi qualche ferita abbiamo incominciato ad infliggergliela, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.

Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico a scopi militari.

Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). E’ il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di “Guerre Stellari”, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa drogato da una spesa militare mai vista in precedenza, giustificata dal solito bipensiero orwelliano: “La guerra è pace”.

La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.

Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. (1)

La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie.

DA TESTLA A EASTLUND

Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.

Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici. (Su Nikola Tesla, un genio tanto ignoto alla storia quanto è grande il debito dell’umanità nei suoi confronti, è in preparazione una apposita scheda).

Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.

A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata.

Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici”), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, oggi Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.

Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

 

STRATEGIE GLOBALI

Gli avvenimenti geopolitici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno.

lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.

Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro “Tra due Età’”: ” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza [...] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.

Il documento più interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito Usa nell’Agosto del 1996, intitolato: ” Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025?, nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. (2)

Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato “Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio” ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC ed attuale direttore del personale di Dick Cheney.

Il concetto alla base di questo rapporto è la “Full Spectrum Dominance”, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto.

Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’impero a farlo esclusivamente via terra e mare.

Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”

Il 22 Febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.

Può sembrare la descrizione di un futuro remoto da film Hollywoodiano, ma già nel 2006 avverrà il lancio dimostrativo nella stratosfera del Falcon, un drone armato di testate nucleari in grado di volare all’altezza di 100.000 piedi, alla velocita’ di 12 volte quella del suono, virtualmente inattaccabile, i cui futuri sviluppi lo renderanno in grado di colpire ovunque partendo dal territorio degli Stati Uniti.

Il 2006 è anche l’anno in cui HAARP verrà dotato dei restanti trasmettitori, portandolo alla massima potenza. Sempre per aiutare l’agricoltura?

 
LA COMUNITA’ SCIENTIFICA

Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale [...] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.

Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità. (3)


LA RUSSIA

Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”. Alcuni scienziati temono che la ionosfera possa collassare per squilibrio elettrico, concludendo: “Possiamo davvero rischiare di manomettere qualcosa che ancora non comprendiamo del tutto, e che appartiene ad ogni forma di vita (non solo umana) su questo pianeta?”

Recentemente il presidente russo Putin ha annunciato di aver sviluppato un nuovo tipo di missile balistico telecomandato, in grado di mutare tragitto durante il viaggio e rendendo dunque virtualmente inutile la difesa dello scudo spaziale: che sia un bluff o no, è certo che i progetti militari Statunitensi degli ultimi anni hanno generato una corsa agli armamenti senza precedenti che andrebbe decisamente ridimensionata e regolamentata; purtroppo, ciò viene ostacolato dal fatto che l’unica superpotenza rimasta si sia arrogata il diritto di giudicarli a seconda dei propri interessi come malvagi o meno, venendo così di fatto a creare le premesse per una nuova guerra fredda di dimensioni globali.

La Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse la fine dell’ impero sovietico nel 1976 (“Il crollo finale”), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo ultimo lavoro “Dopo l’impero”, del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell’ultima restante superpotenza.

Per ora, la Cina tace.

Come affermò Brecht: “La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all’intera Umanità”.
L’ipotesi avanzata negli USA di smantellare una parte del proprio arsenale nucleare, è solo una comprensibile operazione di copertura, nel momento in cui si possiedo armi per la guerra ambientale, che si tenta di celare nonostante mezzo mondo si sia accorto di esse e ne abbia criticato l’utilizzo.
Noi non possiamo che continuare ad osservare e tentare di far luce su un tema che prima o poi dovrà per forza di cose divenire noto a tutti. C’è chi già ne prevede delle belle.

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