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Io della vita non ho capito un cazzo
DIARI
29 novembre 2011
Forse cammino al contrario
Forse sono io che cammino al contrario. Passeggiando con i piedi rivolti verso il cielo e non ancorati alla nuda terra. Come a prendere le distanze da tutto questo cemento. I volti per strada mi appaiono grotteschi come maschere inquietanti di un qualche film carnevalesco. Il mondo è un tunnel degli specchi particolarmente spaventoso.
Eppure son'io quella strana in tanta deformità, perché mi ostino a cambiare il mondo... A raddrizzarlo a suon di calci ed urla silenziose. La gente, sospesa per i piedi, mi guarda con occhi sgranati e increduli, i capelli ritti, il volto arrossato dallo sforzo, mentre cerco di tagliare la corda che le impedisce di rimettersi ritta sui suoi piedi e camminare. Armata di temperino contro migliaia di corde, di quali speranze posso godere oggi? Solo quella d'essere seguita da coloro che avrò liberato...
E' un mondo di folli il nostro, forse io porto solo una maschera più simile al mio volto. 
Ho cercato di togliermela, ma mi è venuto difficile, così le ho appiccato il fuoco. Ora è cenere sulle mie scarpe nere e il vento accarezza la mia pelle, ma il mondo non è pronto per tanto colore. Molti, infatti, guardandomi ora mi domandano dove abbia comprato una maschera così realistica.
Forse sto sognando, ma credo e temo sia ancora tutto reale. Nonostante la moltitudine di segni rossi sulle mie bianche braccia, infatti, l'articolo del "Corriere" che ho davanti non è sparito. 
"Un nuovo virus è stato creato, rafforzato e reso ancora più letale dagli scienziati. Ora è in grado di uccidere metà della popolazione mondiale". Possibile che siano tutti così stupidi? Inebriati dalla musica troppo alta, dai fiumi d'alcol promesso a questa festa, dal sapore della tacita ricompensa nascosta tra le bevande se si tace come si conviene, non si rendono conto di star assassinando se stessi con violenza e brutalità inaudita. Il coraggio derivato dalle loro maschere è potente, li acceca. Occorre tagliare tutte le corde il prima possibile... Ne faccio un'ossessione, una malattia, uno scopo, una fioca luce di compagnia mentre cammino da sola facendo cadere, nel mio silenzio, sempre più maschere.

_Sarea...

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