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senzaregole
Io della vita non ho capito un cazzo
SOCIETA'
12 novembre 2014
LLLLL... L`ebola
Buongiorno a tutti,
so che questo tema è stato già battuto e ribattuto più di una prostituta nei giorni di Natale quindi sarò breve. Tranquilli non voglio spillarvi soldi od altro, non voglio farvi la morale o dirvi di lavarvi le manine come dei bravi bambini... Voglio solo chiedervi, con la mia consueta cortesia, di smetterla di chiamare questa malattia per nome proprio. Vi faccio un esempio "l`ebola si trova in Africa", non "Ebola è in Africa". Capite che intendo? 
Non avete idea di quanto abbia odiato e maledetto i giornalisti che hanno lanciato e supportato questa nuova "moda". Chiamate le cose con il loro nome, altrimenti qui si crea ulteriore confusione e vi assicuro che non ne abbiamo bisogno, in Italia siamo già pieni di rincoglioniti... Volete diffondere il panico, creare attenzione mediatica circa questa tematica per vendere di più? Benissimo, ma fatelo osservando un minimo di decoro, dopotutto siete ancora dei giornalisti... Non occorre distruggere necessariamente anche la grammatica italiana per riuscire nel vostro intento. 

P.s.
L`ebola va affrontata con ordine, cultura e criterio, non con l`isteria di massa ;) quindi invece di cadere in preda al panico informatevi e vedrete che la paura non vi farà più sue prede. (E questo vale per tutte le cose)


SOCIETA'
16 gennaio 2014
Zingari, vedo zingari ovunque... Che paura! (Buongiorno cannocchietti!)
Buongiorno lettori e scrittori del "Cannocchiale". Spero che le vostre mattinate si siano svolte al meglio e che voi ne siate stati i protagonisti assoluti. 
Personalmente devo ammettere che mi sto svegliando ancora, ma non per questo posso dire d'aver "perso la mattinata". Diciamo, più che altro, che l'ho impiegata per riposare le mie "stanche membra" e per recuperare un po' di sonno perduto. Adesso però si torna a lavoro. u_u
Da quando mi sono messa al pc, verso le 12, ho avuto modo di acquisire diverse informazioni. Una delle quali riguardava una bufala, che pare stia girando molto in rete al punto d'essere considerata "virale", a proposito degli zingari in Italia. L'articolo che l'ha diffusa, con la rapidità della peste bubbonica, mi è stato segnalato da un'amica su "Facebook" che era sinceramente preoccupata per le sorti del nostro paese e parlava di una presunta nuova legge secondo la quale se gli zingari rubano al di sotto dei 200 euro il furto non è considerato tale e lo zingaro viene lasciato andare via. 
Immagino riusciate a vedere anche voi l'assurdità di tutta questa storia, dato che nessuna legge comunale o nazionale potrà mai andare in conflitto con le norme della la Costituzione Italiana o del buon senso comune. Una legge simile, dopotutto, tutelerebbe il furto, motivo per cui sarebbe inammissibile. Mi sono bastati due secondi per verificare la veridicità della fonte e dell'informazione stessa ed è emerso che l'articolo, nella sua totalità, era una "bufala" volta a fomentare una vera e propria "guerra tra poveri" che, tra l'altro, è già in atto nel paese.
Possibile che sia più facile far indignare centinaia di persone con false informazioni che far si che esse si informino a dovere? Cosa ci vuole ad informarsi, nell'era delle tecnologie, dopotutto?! 
Solo un po' di tempo e di interesse personale.
Come si fa a non provare curiosità e non aver voglia di approfondire?! 
Se questa notizia si è diffusa così largamente, creando anche consensi e scompiglio, vuol dire che ha raggiunto molte persone... Possibile che nessuna di queste si sia opportunamente informata in merito prima di iniziare a diffondere una menzogna ed indignarsi per la stessa?

Mi sembra tutto così assurdo che ho bisogno di un'altra tazza di caffè. Vi lascio dunque con un appello: vi prego, informatevi un po' di più... Non dico sempre, ma almeno quando una questione pare vi stia tanto a cuore da creare in voi agitazione od indignazione. 

A presto,

_Sarea...
POLITICA
12 marzo 2011
Libia, Saif Gheddafi minaccia l'Italia: faremo i conti, pagherete il tradimento

ROMA - «Siamo rimasti molto scioccati, anzi molto irritati, dalla vostra posizione perchè voi siete
il primo partner della Libia al mondo» ma ora «sarà molto facile rimpiazzare l'Italia con la Cina o 
con la Russia», «perciò state attenti. Se tu tradisci un tuo partner come credi che quello debba reagire?». Lo afferma ai quotidiani italiani , figlio di Gheddafi, sui rapporti tra il regime del suo 
Paese e l'Italia. «Sapete che cosa accadrebbe se le milizie prendessero il controllo del Paese 
- minaccia il leader libico -? Che voi sareste le prime vittime, avreste milioni di immigrati illegali,
 i terroristi salterebbero dalle spiagge di Tripoli verso Lampedusa e la Sicilia. 
Sarebbe un incubo per l'Italia, svegliatevi!», dice e alla domanda di un messaggio per il premier Berlusconi risponde: «La Libia è una linea del fronte per l'Italia. Quello che succede oggi qui da 
noi determinerà quello che succederà da voi domani. Per cui: state attenti!».

Saif chiude la strada a qualsiasi accordo con gli insorti. «Sarà guerra fino alla fine 
- assicura -. Questi terroristi non parlano di democrazia, di elezioni, di valori: sono semplicemente terroristi». Ora però, avverte Saif, «il 90 per cento del Paese è tornato sotto il nostro controllo».

Il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, si è detto favorevole all'imposizione 
di una no-fly zone sulla Libia e auspicato che l'organizzazione panaraba - che terrà oggi al 
Cairo una riunione straordinaria - «svolga un ruolo» nella sua attuazione. 
«Io non so come nè chi sarà a imporre questa zona, vedremo - ha detto Mussa in un'intervista 
al settimanale tedesco Der Spiegel, che la pubblicherà lunedì - Anche la Lega Araba può
 svolgere un ruolo, è quanto io auspicherei». «Parlo di un'azione umanitaria - ha aggiunto - 
si tratta, con una zona di esclusione aerea, di sostenere il popolo libico nella sua lotta per la 
libertà e contro un regime sempre più sprezzante». I ministro degli Esteri arabi si riuniranno
 oggi al Cairo proprio per discutere dell'ipotesi di imporre una no-fly zone sulla Libia per 
proteggere i civili.


(Fonte: "Il Mattino")


Nota personale: proporrei a Gheddafi di prendersi Berlusconi se è lui che vuole e lasciare

stare gli italiani che poco c'entrano con questa storia. 

In omaggio gli diamo anche La Russa, ministro delle difesa, così come si dice dalle mie parti

 "stiamo pace". 

...Karen_

9 marzo 2011
Bloccato lo spot del Forum Nucleare. Giurì: è ingannevole

Lo spot promosso dal Forum Nucleare è ingannevole. Noi lo abbiamo denunciato subito, ma ora al nostro parere si è aggiunto quello del Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria che ha chiesto il blocco della messa in onda dello spot.

Lo spot, trasmesso a dicembre su tutte le televisioni nazionali, usava la metafora della partita a scacchi in cui due opposte visioni si affrontano: una favorevole al nucleare e l'altra contraria.
L'intenzione apparente era quella di promuovere un dibattito aperto e spregiudicato sul tema nucleare. L'inganno reale era invece che lo spot cercava di pilotare un'opinione precisa creando un pregiudizio pronucleare.

Andando a  vedere chi erano i finanziatori dell'iniziativa - furbamente non dichiarati all'interno dello spot - si intuisce facilmente a quale mulino lo spot voleva tirare. Tra i soci del Forum Nucleare, ufficialmente un' associazione no-profit, troviamo i nomi noti dell'industria nucleare: Enel, Edf (Électricité de France), Ansaldo Nucleare, E.On Italia... Sono loro ad aver investito i 6 milioni di euro necessari per "stimolare" il dibattito nelle case degli italiani.

La risposta di Greenpeace

A gennaio rispondiamo con un contro spot e un sito web nei quali  - senza il bisogno di nascondere il nostro nome - mettiamo in evidenza le contraddizioni della campagna pubblicitaria del Forum.

In particolare:

  • “Le scorie si possono gestire in sicurezza”. E da quando? In sessant'anni l'industria nucleare non ha ancora trovato una soluzione per la gestione di lungo termine dei rifiuti nucleari;
  • “Tra 50 anni non potremo contare solo sui combustibili fossili”. È vero, ma anche l’uranio è limitato;
  • “Le fonti rinnovabili non bastano”. Sicuro? Uno scenario energetico 100% rinnovabile è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e dell’industria.

Il video, lanciato sul web senza gli ingenti investimenti pubblicitari del Forum Nucleare, è rimbalzato sulla rete grazie al passa parola, raggiungendo le 200.000 visite. Un buon risultato per noi, ma niente in confronto ai numeri raggiunti grazie alla televisione.

Il presidente del Forum Nucleare Chicco Testa, noto nuclearista italiano e già presidente di Enel, aveva dichiarato: «La nostra è un'iniziativa molto equilibrata. Dubito che una campagna pubblicitaria di Greenpeace, ad esempio, saprebbe essere altrettanto onesta intellettualmente».

A parte ogni considerazione sull'"onestà intellettuale" di Chicco Testa, vista la decisione del Giurì sarebbe adesso il caso di trasmettere anche il nostro spot in televisione, per avere un vero equilibrio nella discussione sul ritorno del nucleare in Italia.

 Entra in azione

Il 2011 è un anno cruciale per fermare lo sviluppo del nucleare in Italia. Tra pochi mesi (la data non è stata ancora fissata) si terrà un referendum che può fermare i nuovi progetti di centrali nucleare per sempre. L'industria nucleare si sta già muovendo con un'imponente campagna pubblicitaria e di convincimento.

Non farti contagiare, opponiti al nucleare. Aiutaci a contrastare la propaganda nucleare: scarica la pubblicità, condividila sul tuo profilo Facebook, inoltrala per e-mail ai tuoi contatti.     


(Fonte: http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Bloccato-lo-spot-del-Forum-Nucleare/)
SOCIETA'
6 ottobre 2010
Carotaggio nei Campi Flegrei, l'allarme Usa «Se perforate il suolo, rischio eruzione»
La foto pubblicata sulla rivista Popular Science

NAPOLI (6 ottobre) - Allarme internazionale sul progetto di perforazione dei Campi flegrei per ottenere nuove fonti di energia: attenzione, c’è il rischio di innescare reazioni a catena, il vulcano potrebbe addirittura esplodere 
. A lanciare l’Sos due media americani, 
Popular Science(con tanto di foto che riproduce l'eruzione del Vesuvio) el’autorevole rivista scientifica Nature: il primo con un articolo di Clay Dillow invita i napoletani «a trattenere il respiro» mettendo in guardia contro la possibilità che la trivella intercetti del magma sotto alta pressione perchè - spiega il giornale - teoricamente si potrebbe provocare una eruzione. E Nature non è da meno: nel mirino sempre il magma che secondo la rivista potrebbe causare esplosioni o una serie di piccole scosse di terremoto potenzialmente molto pericolose. Il responsabile del progetto, Giuseppe De Natale, ribadisce però le rassicurazioni già fornite in passato: non c’è nessun pericolo, le trivellazioni non procureranno danni.


(Fonte: "Il Mattino")


Considerazione personale: nel campo delle rinnovabili troviamo spesso e volentieri gli interessi della camorra. Ora non vorrei essere additata come "malpensante" (non che mi tanga), ma se si riuscisse a portare aventi un progetto di tale portata Napoli diverrebbe la capitale per la produzione di energia pulita.. Addio al nucleare a tutti quelli che vi speculerebbero dunque?!

SOCIETA'
23 agosto 2010
Nucleare, vicolo cieco

Lo sfruttamento di un giacimento d'uranio rischia di devastare la val Seriana, in Lombardia. Un progetto abbandonato negli anni 80, oggi potrebbe ripartire, sull'onda delle nuove centrali

Cumuli di scarti minerari radioattivi, strade intasate dal traffico dei camion, falde acquifere contaminate, terreni senza più valore. Tutt'intorno l'aria è appesantita dalla polvere delle pietre frantumate e dalle esalazioni dei solventi. L'immagine di un luogo devastato perseguita da oltre cinquant'anni gli abitanti di Novazza e dei vicini paesi dell'alta valle Seriana, in provincia di Bergamo, ed è ricomparsa all'improvviso da quando il Governo ha deciso di tornare al nucleare. Il fantasma è arrivato con la scoperta di un piccolo "tesoro" nascosto tra le montagne: il più grande giacimento di uranio in Italia, che dal versante orobico si estende alla vicina val Vedello, in provincia di Sondrio. Circa quattro milioni di tonnellate di roccia nascosti sotto prati e boschi, che contengono minuscole parti (con un tenore medio dello 0,1 per cento) di uranio (U38), metallo radioattivo usato come combustibile per le centrali nucleari e come materia prima per le armi atomiche.

I primi a trovare il "tesoro" furono gli americani, all'inizio degli anni Cinquanta. Un decennio dopo l'Agip nucleare (società dell'Eni) cominciò le prime attività esplorative. Le ricerche del materiale continuarono a fasi alterne -con un totale di 11 chilometri di gallerie scavate- fino al 1983, quando l'Eni decise di abbandonare il progetto perché poco conveniente dal punto di vista economico. Da allora nessuno ha mai più toccato il giacimento anche grazie alla strenua resistenza messa in atto dagli abitanti della zona che fin dagli anni Settanta si sono opposti allo sfruttamento del filone di uranio. L'estrazione del minerale, infatti, avrebbe conseguenze negative sull'intera area circostante. Come spiega Enrico Guazzoni, geologo della Sigea (Società italiana di geologia ambientale), data la piccola percentuale di uranio presente nelle rocce, una prima lavorazione del materiale cavato dovrebbe essere fatta necessariamente sul posto perché è impensabile portare volumi di pietra così consistenti troppo lontano. Servirebbe quindi un laboratorio vicino al giacimento dove frantumare i massi in granelli di qualche millimetro. Questa polvere fine dovrebbe poi essere "aggredita" con acido solforico: così si riuscirebbe ad estrarre il metallo utile, che poi dovrebbe essere trattato con altre sostanze per arrivare alla cosiddetta "torta gialla" (yellow cake), il materiale da inviare ai centri di arricchimento. "Inevitabilmente -sottolinea Guazzoni- l'acido impiegato finirebbe almeno in parte nell'ambiente circostante, con effetti devastanti in un'area a vocazione turistica come quella della valle Seriana". Un altro problema, non certo secondario, è quello dei cosiddetti "inerti" trattati. Si tratta degli scarti di roccia che, pur non essendo abbastanza ricchi di uranio, contengono comunque tracce del metallo e degli altri membri della sua famiglia. Elementi come il torio, il polonio, il radio e il radon, gas inerte e radioattivo, estremamente dannoso se respirato. "Trovare un luogo dove collocare gli inerti -spiega Guazzoni-, sarebbe di per sé un problema di nocività ambientale, per la radioattività residua e per la contaminazione con acidi" (vedi box a pagina 14).Dopo l'abbandono delle attività esplorative da parte dell'Eni, l'ipotesi di una riapertura delle gallerie esplorative sembrava sepolta per sempre. Poi, nel 2006, la Metex Resources Ltd, una società mineraria australiana, fece domanda alla Regione Lombardia per ottenere la concessione di estrazione dell'uranio sul versante bergamasco: l'azienda stimava di poter ottenere 1.500 tonnellate di materiale "pulito" dal "Novazza uranium project" (che prende il nome del paese dove c'è l'imbocco della miniera). La Regione Lombardia, sollecitata da una forte protesta popolare, bocciò la richiesta nell'ottobre dello stesso anno. La decisione venne accompagnata anche da un decreto regionale che specificava che ulteriori istanze di permesso di ricerca o di concessione mineraria dell'uranio avrebbero ricevuto il parere negativo da parte della Regione. Soltanto due anni dopo, però, la questione venne riaperta: Corrado Fabi, ex presidente degli industriali della provincia di Sondrio, annunciò l'intenzione della Valtellina di puntare allo sfruttamento dei giacimenti di uranio in Val Vedello. Un'ipotesi che non sembrava dispiacere nemmeno all'allora presidente della Confindustria di Bergamo Alberto Barcella. Secondo Guazzoni, però, "se si pensa che la popolazione locale, che vive di turismo, è unanimemente contraria a qualsiasi idea di estrazione, al di là delle collocazioni politiche, si capisce come la strada sia economicamente impercorribile. Inoltre la quantità di materiale estraibile non risulta così interessante rispetto alle grandi miniere presenti in Australia, Canada, Kazakhstan, Niger e in altre parti del mondo". Per il geologo, una volta entrate in funzione le centrali nucleari che il Governo vuole realizzare, "sarebbe molto più conveniente comprare il combustibile pronto all'estero, come si fa con il petrolio". Ma c'è anche chi teme che, data la scarsa quantità di uranio esistente sulla Terra, esauribile -secondo le stime più ottimistiche- entro un secolo, l'ipotesi di uno sfruttamento della miniera non sia poi così remota, anche perché il prezzo del materiale è destinato ad aumentare.Senza contare poi che, a causa della crisi economica che ha investito la valle Seriana e che ha portato alla chiusura di gran parte delle fabbriche tessili, una parte degli abitanti potrebbe vedere nell'apertura della miniera un'occasione per trovare un'occupazione.

 

Il segreto dei  siti

i siti dove sorgeranno le nuove centrali nucleari italiane sono già stati definiti, ma il Governo li renderà noti al Paese soltanto dopo le elezioni regionali. La denuncia arriva dal presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: "Enel e Edf consegneranno la lista dei siti solo dopo le votazioni. Questa strategia è stata decisa dopo il passo falso commesso dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, che in una trasmissione televisiva del 5 dicembre affermò che i siti erano stati individuati ma che non li avrebbe mai detti nemmeno sotto tortura". Enel-Edf hanno identificato come siti potenziali per i reattori -secondo Bonelli- "Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Veneto), Caorso (Emilia- Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari e un sito tra Nardò e Manduria (Puglia), Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia)". Forse a causa della campagna elettorale ancora in corso, sono molte le Regioni che non vogliono (o dicono di non volere) ospitare le centrali nucleari. Ma la loro capacità di azione sarà quasi nulla di fronte a quella del governo. Infatti, come viene specificato nel decreto approvato lo scorso 10 febbraio (titolo II, articolo 4): "La costruzione e l'esercizio di impianti nucleari sono considerate attività di preminente interesse statale e come tali soggette ad autorizzazione unica che viene rilasciata con decreto del ministero dello Sviluppo economico" con i ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture".E, come viene puntualizzato nell'articolo 13 dello stesso decreto (al comma 15), "l'autorizzazione unica costituisce variante agli strumenti urbanistici e sostituisce ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformità al progetto approvato". Per dare maggior forza all'azione dello Stato, inoltre, il 4 febbraio scorso il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei loro territori. La decisione è stata presa su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, d'intesa con il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. "Le tre leggi regionali -ha spiegato Scajola- intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi costituirebbe un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese". Scajola ha poi preannunciato che "il governo impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia, strategica per il Paese".

L'atomo nelle diocesiIl titolo è innocente: Energia per il futuro. Il contenuto, invece, ha il sapore della propaganda. Basta leggere l'introduzione di questa brochure di 52 pagine, distribuita con i settimanali diocesani di Veneto, Toscana, Trento, Rimini e Agrigento (per un totale di 200mila copie) per promuovere il ritorno dell'Italia al nucleare, per rendersene conto. "Recentemente anche Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in veritate ha fatto riferimento a questa energia del futuro, esaltando la capacità dell'uomo di progredire". E sotto: "La Santa sede è favorevole e sostiene l'uso pacifico di energia nucleare". L'opuscolo, realizzato da Mabq (www.mabq.com, agenzia di comunicazione "legata al mondo della Chiesa") con la collaborazione anche di un docente del Politecnico di Milano, esalta i pregi dei reattori di terza generazione, cercando di convincere il lettore della necessità e dell'efficacia del ritorno all'atomo. "La sicurezza degli impianti -si legge - è testimoniata dal fatto che una grande centrale giapponese ha resistito due anni fa a scosse del settimo grado della scala Richter, di molto superiori al terremoto dell'Aquila". E rassicura i fedeli anche in merito alle radiazioni subite da chi vive vicino a una centrale: secondo i devoti dell'atomo equivarrebbero a quelle subite "in un solo volo aereo continentale". Il giornaletto intima poi di dimenticare l'incubo di Chernobyl, "caso non assimilabile alla realtà occidentale" e considerare, invece, che "le bollette dell'energia elettrica saranno più leggere e costeranno il 30% in meno di adesso". Segue poi il gran finale: anche Obama ha scelto di rifinanziare il nucleare per la green economy. Perché l'Italia dovrebbe essere da meno? Il pamphlet non è piaciuto però a molti fedeli, che si sono ribellati, protestando con alcuni dei parroci delle diocesi in questione. Ne è nato un acceso dibattito che ha lasciato tracce anche in rete. Mabq spiega che si tratta di un "prodotto editoriale" realizzato a proprie spese per invogliare eventuali imprenditori interessati al nucleare, come Enel, oppure istituzioni, come il ministero delle Infrastrutture, a comprarlo. Le parrocchie erano solo un banco di prova.

 

La Francia contaminata dagli scarti

 Nel febbraio dello scorso anno è stato trasmesso sulla rete France 3 il documentario dal titolo Lo scandalo della Francia contaminata (a questo link potete vederlo coi sottotitoli in italiano: www.wikio.it/video/1523025). L'inchiesta, passata sotto assoluto silenzio in Italia, racconta di come gli scarti delle miniere di uranio francesi siano stati usati, negli ultimi trent'anni, per realizzare opere infrastrutturali ed edifici. Le responsabilità dello scandalo sono da imputare secondo gli autori alle società di controllo e di gestione dei lavori di estrazione e bonifica: la Cea (Commissariato dell'energia atomica) e la Cogema (Compagnia generale delle materie radioattive), due aziende statali (Cogema, da tre anni, è diventata Areva, detenuta al 93% dallo Stato francese). Lo scandalo raccontato nel documentario era già stato reso noto nel 2007 dal Criirard (Commissione di ricerca e informazione indipendente sulla radioattività), che pubblicò un rapporto nel quale si stimava che soltanto nella cittadina di Gueugnon, in Borgogna, erano presenti, nell'area attorno allo stadio, circa 225mila tonnellate di materiali di scarto dell'industria statale Cogema. L'inchiesta televisiva racconta che di casi come questo ne esistono quasi un centinaio in Francia (nel Paese di Sarkozy, negli ultimi 50 anni, sono state sfruttate circa 210 miniere di uranio). Tra i più eclatanti ci sono quelli di Saint Pierre e di Limoges. Il primo è un piccolo paese costruito sopra un giacimento esaurito di uranio, dove sono ancora presenti 600mila tonnellate di rifiuti della lavorazione. Il secondo, invece, è un capoluogo regionale. L'acqua potabile di Limoges, dove vivono 240mila persone, arriva da tre bacini idrici. Uno di questi è contaminato dai fanghi radioattivi. Nonostante la Cogema, dopo le proteste del Comune, abbia rimosso 50mila metri cubi di fanghi radioattivi da uno degli stagni sotto accusa, l'acqua continua a restare inquinata. Secondo gli esperti, l'uranio presente nel terreno, e i suoi materiali di decadimento, prima di perdere la radioattività impiegheranno anche 4,5 miliardi di anni.

 

Salute a rischio

Secondo molti scienziati il ciclo di produzione dell'energia atomica, dall'estrazione dell'uranio allo stoccaggio delle scorie, aumenta il livello di radiazioni presenti nell'ambiente. Come spiega Giuseppe Miserotti dell'Isde (International society of doctors for the environment, www.isde.it) e presidente dell'ordine dei medici di Piacenza, "dato che l'uranio emette radon, che è un gas radioattivo, e altri prodotti di decadimento, sempre radioattivi, l'estrazione del minerale presenta una serie di pericoli non trascurabili". I primi a fare i conti con i danni dell'uranio sono i minatori: "Negli Stati Uniti -spiega Miserotti- molti degli indiani Navajos, che negli anni Cinquanta lavoravano come minatori dell'uranio, si sono ammalati e sono morti di cancro al polmone. Solo nel 1990 il governo ha riconosciuto ai discendenti il beneficio di una legge per il danno arrecato". Si è poi visto che gli scarti minerari che sono stati impiegati illegalmente per la costruzione di edifici e strade (come è accaduto in Francia e in Niger) "hanno una radioattività 100 volte superiore a quella di fondo".Non va meglio per chi vive vicino a una centrale. "Nel settembre 2009 -spiega Miserotti- è stata pubblicata su Environemntal Health, una prestigiosa rivista di salute ambientale, un fondamentale studio di Ian Fairlie ("Childhood leukemias near nuclear power stations") da cui si evince che nelle vicinanze di una centrale si ha un aumento delle leucemie infantili, 2,2 volte maggiore rispetto alle attese. E c'è un aumento di 1,6 volte dei tumori infantili di tipo embrionale. 'Piccole dosi' di radiazioni assunte dalla donna durante la gravidanza 'condizionerebbero' già nel feto la maggiore suscettibilità a contrarre leucemia dopo la nascita".Se poi accade un incidente grave, allora è meglio seguire i consigli del più famoso volantino antinucleare diffuso negli Usa: "Un bacio al bimbo, e addio".A Chernobyl, ad esempio, secondo il vicecapo della Radioprotezione ucraina, Nikolai Omelyanetes, i morti di cancro solo tra i soccorritori e tra chi fece le bonifiche ambientale furono 34.500. La mortalità infantile aumentò del 30%. Le zone contaminate sono quelle a più alta incidenza di cancro della tiroide del mondo. I danni al tessuto sociale ed economico sono incalcolabili: un'area di circa 6mila chilometri quadrati non potrà essere utilizzata per un secolo dall'uomo, perché troppo contaminata.

 

Tutto in deroga

 Il Governo ha un asso nella manica per velocizzare la reintroduzione del nucleare: il suo nome è Guido Bertolaso.Il capo della protezione civile, grazie al decreto legge "anticrisi", quello varato dal Consiglio dei ministri il 26 giugno 2009, ha anche il compito "della gestione di interventi sulla trasmissione e distribuzione dell'energia": è sufficiente la nomina di un "commissario delegato" per poter utilizzare "mezzi e poteri straordinari in deroga alle competenze delle altre amministrazioni locali". A Bertolaso, dunque, basta una firma per bypassare consigli comunali e comitati di cittadini. Il capo della (super)Protezione civile, ad esempio, potrebbe velocizzare l'inizio dei lavori programmati da Terna, la società proprietaria della rete di trasmissione nazionale di energia elettrica ad alta tensione, che controlla circa 60mila chilometri di linee in tutto il Paese (per il 29,9% la società è di proprietà statale). Per il ritorno all'atomo, Terna ha stanziato investimenti per 3,4 miliardi di euro fino al 2013. I lavori di Terna, però, procedono a rilento a causa di quei "freni autorizzativi", come spiega la stessa società, posti soprattutto dagli enti locali.

 

Costano 6 miliardi

Se l'obiettivo del Governo è quello di tornare al nucleare per ridurre la dipendenza energetica da altri combustibili fossili, dovrà riuscire a costruire e a rendere funzionanti almeno 10 centrali. Agli italiani questa decisione costerà non poco. Secondo l'Enea, il costo dell'Epr (il reattore europeo di terza generazione) è di oltre 3 miliardi di euro. Una stima destinata a salire: "Una ricerca di Citigroup -dice Andrea Lepore, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace- spiega che una centrale Epr non può costare meno di 5 miliardi di euro, e con i ritardi si arriva anche a sei. Soldi che andranno, per la maggior parte, ad imprese straniere, come la francese Areva, dato che il 60% dei lavori riguarderà la realizzazione del reattore". Il Comune di Caorso (Pc), intanto, non ha ancora ricevuto i fondi per la dismissione dell'impianto che ha funzionato negli anni 60 e 70: circa 150 milioni di euro, come ha detto nei giorni scorsi il sindaco Fabio Callori, presidente della consulta Anci dei comuni sede di servitù nucleare.

?

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2337&fromCatDet=59

SOCIETA'
25 luglio 2010
Sara è incinta, l’azienda la caccia. Lei lascia l’Italia...
Leggo e inoltro a voi.. trovo che quest'articolo dica molto dell'Italia. Nella speranza che lo gradiate, auguro a tutti una piacevole e fresca serata..

...Karen_

da Duemiladieci battute di Francesca Fornario

Sara è incinta. L'azienda lo ha saputo e non le rinnova il contratto. Se una donna con un contratto a progetto resta incinta può scegliere se perdere il lavoro, perdere il bambino o convincere Piersilvio Berlusconi che è lui il padre. Sara ha optato per la numero uno e si è messa a studiare inglese. Non perché pensa che così avrà più possibilità di trovare un posto, ma perché è sicura che suo figlio andrà a lavorare all'estero. Le ho detto che quando suo figlio sarà grande forse in Italia si potrà di nuovo crescere e lavorare. Mi ha detto che no, c'è troppa distanza ormai con il resto d'Europa. In Europa, in effetti, alle superiori ci sono 4 ore di informatica. In Italia, dopo i i tagli, l'ora di informatica è stata sostituita con l'ora di pallottoliere. In Europa ci sono le borse di studio per i corsi di laurea. In Italia, da settembre, non ci saranno nemmeno più i corsi di laurea (la Gelmini è corsa ai ripari: il governo semplificherà le definizioni delle parole crociate). In Europa i treni arrivano in orario. In Italia arrivano in orario le tangenti per costruire i treni. In Europa se vuoi vedere un elefante sui pattini devi andare allo zoo. In Italia se vuoi vedere un elefante sui pattini devi guardare il Tg1. In Europa se l'opposizione alza la voce sta litigando con la maggioranza. In Italia se l'opposizione alza la voce sta litigando. Se sorvoli l'Europa e vedi una chiazza azzurra è un lago. Se sorvoli l'Italia e vedi una chiazza azzurra è il parcheggio delle auto blu. In Europa gli omosessuali possono sposarsi. Anche in Italia. Ma devono stare attenti a non farsi beccare dalla moglie con un uomo. In Europa c'è la crisi e c'è chi nasconde i risparmi sotto al materasso. In Italia la crisi è così grave che sotto al materasso nascondono i Gratta e Vinci. In Europa se un ministro viene accusato di appropriazione inbebita deve dimettersi. Se in Italia uno viene accusato di appropriazione indebita deve diventare ministro. In Europa un adulto su tre crede ancora a Babbo Natale. In Italia lo vota.

http://www.unita.it/rubriche/fornario/101652
SOCIETA'
9 giugno 2010
"freghiamocene"
Scusate lo sfogo, perché di questo si tratta.. sto guardando "annozero". Multe se si produce troppo, contadini schiavi per far arricchire pochi, multati per la troppa produzione di latte.
E' ingiusto.. lo sappiamo tutti. Allora facciamo qualcosa! Non inneggio alla rivoluzione, loro ci hanno scavalcati, erano i nostri dipendenti.. ora sono i nostri padroni.
Freghiamocene, tutti adesso.. lasciamo che urlino, facciamoli sgolare, siamo di più, abbiamo ragione e lo facciamo per poter sopravvivere. In Italia oggi ci sono persone che sono licenziate e muoiono di fame perché malate. O_O 
Tutti ci indigniamo, nessuno fa niente.
Io dico uniamoci. 
Contadini, parlo a voi, direttamente.. ho solo 20 anni e non vedo un futuro, come tutti i miei coetanei, come ogni giovane italiano non disposto a vendersi l'anima. Scavalcateli, scavalchiamoli insieme.
Ad esempio: vendete il latte direttamente ai cittadini! A 50cent. a 1 euro.. io preferisco darli a voi, so cosa bevo, so da dove proviene e spendo meno. Voi ci guadagnate.. noi ci guadagniamo. 
Uniamoci. Non so se mai vi arriverà questo messaggio, tenterò di farlo girare, chi se ne frega! O_o
Che abbiamo da perdere?!
Diamoci una sveglia e alziamo la testa, sanno tutti che accadrà, aspettano tutti una scintilla.
Non voglio la violenza, non cerco una guerra.. non io, forse loro.. 
Per ora tentiamo con le buone, scavalchiamoli!
Fate girare il messaggio se potete. Possiamo farcela da soli.. tutti possiamo produrre qualcosa di utile alla società, troveremo un modo per cooperare. 
Fate girare il mio messaggio se volete, se siete stanchi come me di aspettare che "un principe" venga a salvarci.. se non volete più ascoltare finte liti di politici in Tv che vengono pagati con i nostri soldi, con i nostri sacrifici e il nostro sangue.
Scavalchiamo coloro che si nutrono del sangue dei nostri figli, annientano le rivoluzioni e i sacrifici dei nostri padri e per questo sono pagati da noi, pagati per farci stare male.. per tenerci inebetiti davanti a finti problemi! Dobbiamo smettere di aver paura di reagire!
Se siete stanchi come tanti italiani passate il mio messaggio..
Svegliamoci!

...Karen_

POLITICA
8 ottobre 2009
Lodo Alfano bocciato..
Ebbene si, mi sento euforica.. Dopo due giorni di attesa e di paura, finalmente, la notizia che speravo di ricevere, come molti italiani, è giunta! Il lodo Alfano è stato bocciato.. che sollievo! 
Sarebbe stata ovvia la sua bocciatura in un paese realmente democratico, ma nonostante l'evidente incostituzionalità dello stesso mi sono sentita in ansia! Stupido da parte mia?! Non credo..
Le dichiarazioni di Berlusconi mi hanno fatto sganasciare dal ridere.. si vedeva lontano chilometri quanto gli bruciasse il mazzolin di fiori! hahaha! Come godo..!!!
si può leggere "..«È una sentenza sorprendente», dice Alfano ministro di Giustizia. Sarà sorprendente per lui. Non per i milioni di italiani che ancora credono nella giustizia nonostante la provvisoria presenza di Alfano. Un ministro passa, la Costituzione resta. Questo ci dice la sentenza di ieri: tranquilli, la Costituzione resta. La legge è ancora uguale per tutti. Più di sessant'anni dopo è ancora a quei signori i cui volti sono ingialliti nelle foto che dobbiamo dire grazie: ai padri costituenti che avevano previsto tutto senza immaginare niente.."  e io sghignazzo davanti al pc. Questa volta caro (nel senso costoso.. te ne sei magnati di soldi!) Silvio abbiamo vinto noi (persone civili).. E andando avanti "«Porteremo il popolo in piazza», dice Bossi l'azionista di maggioranza del governo. Questo il vero pericolo. Che si voglia trasformare una battaglia per il rispetto delle regole in una guerra civile. Non c'è da scendere in piazza coi forconi, nessuno cada nel tranello. Non è questa una vittoria di nessuno contro alcuno. È un argine, una prova di equilibrio. È un passaggio solenne a tutela di tutti. Restiamo nel solco tracciato dai Padri. Esercitiamo la parola e il pensiero, facciamolo ancora, mettiamo in minoranza coi fatti, coi progetti, con la proposta politica chi cerca di trascinare il paese nella polvere e nel fango. Questa parola si è sentita ieri: guerra. Non siamo in guerra, invece. Siamo un grande paese capace di reagire con gli anticorpi della democrazia alla deriva e alla tentazione dispotica. Ritroviamo il desiderio di aver cura di noi stessi, non lasciamoci distrarre dalle ronde, dai dialetti e dal colore, oggi verde, delle camicie. Abbiamo sconfitto quelle nere, il verde non può far spavento." 
E' giusto, giustissimo.. non c'è da scendere in piazza! Sarebbe andare contro la corte costituzionale! Contro la costituzione! O_O Ma temo che ci proveranno.. dopotutto creare scompiglio è la loro passione! Bisogna restare uniti e garantire che la civiltà e la democrazia regnino sovrane in un paese come l'Italia che dovrebbe aver imparato da suo passato..

...Karen_
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