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Io della vita non ho capito un cazzo
POLITICA
1 maggio 2011
Commando armato all'Università Orientale: Napoli piomba nel terrore

Scritto da Giuseppe Manzo


mano_bucataSette uomini armati e incappucciati sono piombati in Largo San Giovanni Maggiore a bordo di tre moto intorno all’una e trenta di notte. A palazzo Giusso, sede dell’Orientale, era in corso un concerto di gruppi musicali emergenti ed erano presenti oltre mille persone: erano il loro obiettivo per seminare terrore. Alcuni ragazzi, però, li hanno fermati all’ingresso pagando con una brutale aggressione il loro gesto. Uno di loro ha riportato ferite alla testa e un trauma cranico. Questo è stato l’epilogo di una giornata nera cominciata con l’accoltellamento ai danni di tre studenti di alcuni neofascisti di Casa Pound, tra cui il candidato per Lettieri alla terza Municipalità Enrico Tarantino, e proseguita con la contestazione allo stesso candidato Pdl per poi finire con gli scontri in piazza Dante.

Il terrore all’Orientale. Il blitz del commando scatta all’una e trenta. I testimoni, tra cui molti studenti, giovani e anche giornalisti, assicurano che solo per caso non è avvenuta una tragedia. «Li ho visti arrivare mascherati e armati di bastoni e coltelli – ha dichiarato un trentenne presente al concerto – e ho temuto il peggio quando hanno gridato: “vi uccidiamo”. Hanno aggredito un ragazzo che è crollato a terra per i colpi subiti: è stato un vero e proprio attacco per creare terrore». Un’altra ragazza dei collettivi studenteschi, ancora scossa per l’accaduto, ribadisce la stessa dinamica e prova a dare una spiegazione: «Stranamente non hanno badato alle nostre scritte antifasciste ma avevano l’unico obiettivo di intimidire o colpire chi si opponeva: crediamo che la matrice sia la stessa che ha armato la mano degli stessi fascisti, ma ha avuto modalità a dir poco camorristiche».

La ricostruzione del venerdì nero. I collettivi della Federico II non ci stanno alla riproduzione mediatica della giornata di ieri. Durante una conferenza stampa, tenuta questa mattina nella facoltà di Lettere, hanno mostrato le foto degli accoltellati e respinto il termine “aggressione” usata per gli insulti rivolti a Lettieri in piazza San Gaetano. «Come si fa definire rissa – ha sottolineato Alfonso De Vito, Rete antifascista – un’aggressione di chi aveva i coltelli e chi no, cioè gli studenti. Lo stesso Tarantino che dice di essere stato aggredito è già indagato per le violenze contro uno studente medio avvenuta un anno fa: a casa sua gli inquirenti hanno trovato armi bianche tra cui un pugnale. Le immagini video hanno anche dimostrato che a Lettieri sono stati rivolti solo insulti visto che ha candidato queste persone in lista: gente che gira con i coltelli in tasca e inneggia a Hitler».

Alta tensione. Questa mattina, a far salire la tensione, è stato un petardoscoppiato davanti al comitato elettorale del Pdl di piazza Bovio. L’esplosione ha provocato solo spavento per il boato e nessun danno. Napoli si è svegliata in un clima di odio e di violenza a due settimane dal voto amministrativo. Qualcuno soffia sul fuoco, alimentando e coprendo personaggi che vanno in giro mascherati con coltelli e bastoni. A chi serve tutto questo? Chi ha interesse ad alimentare le tensioni? Perché alcuni neofascisti già inquisiti sono stati candidati nelle liste in sostegno a Lettieri? La risposta a queste domande è il punto di partenza per fermare la spirale della violenza.

 


SOCIETA'
6 ottobre 2010
Carotaggio nei Campi Flegrei, l'allarme Usa «Se perforate il suolo, rischio eruzione»
La foto pubblicata sulla rivista Popular Science

NAPOLI (6 ottobre) - Allarme internazionale sul progetto di perforazione dei Campi flegrei per ottenere nuove fonti di energia: attenzione, c’è il rischio di innescare reazioni a catena, il vulcano potrebbe addirittura esplodere 
. A lanciare l’Sos due media americani, 
Popular Science(con tanto di foto che riproduce l'eruzione del Vesuvio) el’autorevole rivista scientifica Nature: il primo con un articolo di Clay Dillow invita i napoletani «a trattenere il respiro» mettendo in guardia contro la possibilità che la trivella intercetti del magma sotto alta pressione perchè - spiega il giornale - teoricamente si potrebbe provocare una eruzione. E Nature non è da meno: nel mirino sempre il magma che secondo la rivista potrebbe causare esplosioni o una serie di piccole scosse di terremoto potenzialmente molto pericolose. Il responsabile del progetto, Giuseppe De Natale, ribadisce però le rassicurazioni già fornite in passato: non c’è nessun pericolo, le trivellazioni non procureranno danni.


(Fonte: "Il Mattino")


Considerazione personale: nel campo delle rinnovabili troviamo spesso e volentieri gli interessi della camorra. Ora non vorrei essere additata come "malpensante" (non che mi tanga), ma se si riuscisse a portare aventi un progetto di tale portata Napoli diverrebbe la capitale per la produzione di energia pulita.. Addio al nucleare a tutti quelli che vi speculerebbero dunque?!

SOCIETA'
29 settembre 2010
Rifiuti, scontri e proteste a Terzigno cinque feriti e camion distrutto da bomba Bertolaso: crisi montata ad arte

E si cerca in Irpinia una alternativa a Terzigno
Sindaci dell'Avellinese sul piede di guerra


NAPOLI (29 settembre) - Ancora una notte di scontri e tensioni a Terzigno, nel Vesuviano, dove da circa una settimana la popolazione protesta contro la paventata apertura di un secondo sversatoio. Cinque persone ferite fortunatamente in maniera non grave (si tratta di quattro agenti del reparto mobile ed un manifestante) e un camion distrutto da un ordigno rudimentale: è questo il bilancio di lunghe ore di tensioni e di scontri. Un primo blocco stradale si è registrato a Terzigno. Poco dopo la mezzanotte la polizia alla rotonda Panoramica, dove si erano radunate più di 3000 persone, ha fatto un'azione di alleggerimento. Successivamente al corso Leonardo da Vinci è stata bloccata una colonna di autocompattatori che si muoveva scortata dalla polizia. Un camion della società «Melito Multiservizi» è stato completamente distrutto da un ordigno rudimentale mentre i manifestanti si sono impossessati delle chiavi di un secondo mezzo che è rimasto bloccato per alcune. In mattinata 94 autocompattatori hanno raggiunto la discarica ex Sari dove hanno potuto sversare.

«A Napoli siamo di fronte ad un'emergenza economica e finanziaria dovuta al mancato pagamento degli stipendi ai netturbini». Lo ha affermato Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della Protezione Civile, alla trasmissione televisiva "Mattino 5" in merito all'emergenza rifiuti a Napoli. «Dire quindi - ha sottolineato Bertolaso - che c'è smarrimento di quella che è stata la mia gestione per risolvere il problema dell'emergenza dei rifiuti mi pare che sia abbastanza strumentale e sicuramente non corrispondente al vero». 

«Il resto è solamente una sensazione di grande amarezza e delusione perchè abbiamo lavorato giorno e notte per risolvere dei problemi e poi per tutta una serie di questioni che nulla hanno a che vedere con le strutture che abbiamo realizzato, ci ritroviamo con la spazzatura per le strade - ha continuato Bertolaso - La gente ovviamente si avvilisce e diciamo anche che a livello internazionale facciamo una pessima figura».

«Bastava poco per trovare il sistema di pagare gli stipendi a questi lavoratori, e il problema non ci sarebbe stato - ha ribadito il capo del Dipartimento di Protezione Civile - strano che avvenga in un periodo particolarmente critico da un punto di vista politico. Andreotti diceva che “a pensar male si fa peccato, però ogni tanto si indovina pure”». «Non voglio fare supposizioni, - ha aggiunto Bertolaso - registro solo che il problema del pagamento dei netturbini di Napoli è un problema che si ripete in modo assolutamente ciclico, noi abbiamo sempre segnalato questa situazione drammatica. Asia, che poi appalta la raccolta della spazzatura vanta mi pare un credito di 150 milioni di euro dal Comune di Napoli. Sono cose risapute ma non risolte».

E intanto spunta l'ipotesi di una alternativa a Terzigno in Irpinia. Ma è già polemica e i sindaci dei Comuni avellinesi sono sul piede di guerra all'insegna delllo slogan: «Non siamo la pattumiera di Napoli»...

(Fonte: "Il Mattino")

Considerazione personale:

?"E intanto spunta l'ipotesi di una alternativa a Terzigno in Irpinia. Ma è già polemica e i sindaci dei Comuni avellinesi sono sul piede di guerra all'insegna delllo slogan: «Non siamo la pattumiera di Napoli»..."
I sindaci in Irpinia protestano. Si, ma a Napoli si tirano le bombe U__U
E Poi Napoli è stato lo sversatoio 
dei rifiuti (spesso tossici) di tutta Italia per anni ed anni.. il nostro inceneritore funziona, pare sia uno dei migliori d'Italia. Il problema non è l'immondizia, ma chi su questa immondizia ci mangia. Parlo degli zoccoloni al governo e dei topi camorristi.. "Pizzi pagati in immondizia" ogni anno dallo stato alla camorra..
VERGOGNA!

L'IMMONDIZIA NON VA BRUCIATA!
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